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SI ALLA MONTAGNA ! NO ALLA SPECULAZIONE VERDE SUL MINDINO !

Le Alpi sono una delle ultime regioni naturali rimaste nell'Europa centrale e ospitano 30.000 specie animali e 13.000 specie vegetali che documentano la grande diversità biologica presente. Le Alpi Liguri, di cui il Monte Mindino fa parte, all'interno dell'area naturalistica del Colle di Casotto e dell' Alpe di Perabruna, tutelata a livello Regionale, rappresentano una delle aree europee di maggior interesse naturalistico per la sua biodiversità vegetale ed animale. RISPETTIAMO LA MONTAGNA! DICIAMO SI A PROGETTI SOSTENIBILI CHE SERVANO A TUTTA LA COMUNITA'! DICIAMO NO ALLA SPECULAZIONE VERDE ed a PARCHI EOLICI INDUSTRIALI NELLE ALPI !

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Eolico al Mindino: storia di ordinaria follia?

La vera storia dell’eolico industriale in Piemonte inizia nel 2003 con la prima autorizzazione rilasciata per cinque torri eoliche da posizionare sul Colle di San Bernardo, comune di Garessio (CN). Per eolico industriale si intendono impianti che impiegano macchine di grandi dimensioni con navicelle poste su torri di 60-100 metri  e con rotori di 70-120 metri di diametro, progettate per spazi che non sono quelli alpini e appenninici.

L’impianto di Garessio, che utilizza macchine con rotori di 84 metri di diametro posti a 80 metri d’altezza, viene proposto nel 2002 dalla San Bernardo Wind Energy sul crinale in corrispondenza dell’insellatura del colle, ma viene costruito e inaugurato solamente nel 2008. Due torri inizialmente previste vengono stralciate dal progetto in quanto nel momento in cui si effettuano i sondaggi si scoprono delle cavità carsiche di notevoli dimensioni, che le perizie geologiche non avevano rilevato in fase di progetto.

Nel frattempo nel 2006 un altro impianto di 26 torri, con mozzo ad altezza di 80 metri e rotore di 82 metri di diametro, viene presentato agli uffici competenti dalla Garessio Viola Eolico srl e riguarda il monte Mindino.

In quel momento l’appena nata Associazione Cuneobirding viene a sapere per caso  dell’impianto e, non prima di essersi documentata sui possibili impatti legati alla fauna, coinvolge il Coordinamento Associazioni Ambientaliste. Vengono presentate le prime osservazioni al progetto e ci si rende subito conto di alcuni aspetti fondamentali:

- l’impianto è posto ad una quota elevata, al di sopra del 1600 m, su una cima molto panoramica, in zona soggetta a vincolo idrogeologico;

- la ventosità media del sito è ai limiti inferiori della produttività per questi impianti;

- i potenziali impatti nei confronti di suolo, flora e vegetazione, avifauna e chirotteri paiono subito preoccupanti;

- le informazioni fornite dalla ditta proponente sono assolutamente lacunose e svelano un approccio superficiale al problema, sull’onda delle autorizzazioni facili ottenute in altre regioni italiane nella totale indifferenza delle associazioni e dei cittadini.

Da subito gli uffici della Provincia di Cuneo osteggiano questo progetto e richiedono una serie di integrazioni che interrompe per parecchi mesi l’iter procedurale. La Soprintendenza ai beni Paesaggistici e Ambientali del Piemonte esprime parere negativo già dalla seconda conferenza dei servizi, che verrà confermato, seppure mitigato in alcuni aspetti, fino al termine del procedimento autorizzativo.

Il proponente fornisce ulteriori integrazioni, fra cui una approfondita relazione faunistica in cui si evidenziano forti impatti potenziali nei confronti di alcune specie di rapaci diurni, sia migratori che stanziali: lo studio valuta ad esempio che le probabilità che un aquila reale impatti contro le torri sono pari a 8 individui/anno, il che significa l’estinzione a livello locale di questo rapace, protetto dalle leggi nazionali e comunitarie. Anche per i chirotteri si valutano importanti impatti dovuti alla collisione con le torri.

Per ovviare ai pareri paesaggistici negativi, la ditta riduce a 19 le torri e poi, nel corso del 2010, a 12, anche se con quest’ultima configurazione vengono previste torri di altezza di 100 metri al mozzo e diametro del rotore di 114 metri, dei veri giganti alti come la mole Antonelliana posti fra 1600 e 1800 metri di quota. Questa ipotesi progettuale comporta ancora la creazione di 2 chilometri di piste ex novo e una spesa per le opere accessorie (plinti in calcestruzzo, cavidotti interrati, nuova viabilità, adeguamento di quella esistente) pari a 3 milioni di Euro. Da sola questa cifra permette di comprendere l’impatto che questo impianto avrebbe avuto sul Mindino.

La Soprintendenza conferma come abbiamo detto i pareri negativi, così come le Associazioni mantengono forti dubbi sull’opportunità di questo impianto che, bilanciando i costi ambientali e i benefici economici, non pare per nulla vantaggioso. Inspiegabilmente gli uffici provinciali esprimono a questo punto un parere positivo, forse per non doversi accollare la responsabilità della decisione. Perciò si delega al Consiglio dei Ministri il parere discriminante.

Infatti le pressioni a cui sono sottoposti i funzionari che devono valutare sono molto forti, perché si deve considerare un aspetto fondamentale, rappresentato dagli incentivi economici legati ai Certificati Verdi: in Italia le energie rinnovabili godono di incentivi del 50% più alti rispetto alla media europea e questo fa sì che vengano proposti impianti non produttivi ed economicamente svantaggiosi.; questo meccanismo fa sì che la semplice autorizzazione per un impianto di 38 MW come quello proposto valga sul mercato virtuale dei Certificati Verdi una cifra che oscilla intorno ai 10-15 milioni di Euro… senza che una sola torre venga installata.

Con il parere negativo espresso dal consiglio dei Ministri il 9 febbraio u.s. si chiude l’iter di approvazione di questo progetto (a meno che la ditta ricorra al TAR del Lazio), che ha rappresentato un grosso pericolo non solo per le Alpi cuneesi: il via libera avrebbe stimolato la corsa a progetti in quota di altissimo impatto sul territorio e sul paesaggio, nonché sulla fauna alpina, l’ultima vera fauna che in Italia esprime un’alta complessità e biodiversità in un contesto ambientale integro.

E le popolazioni locali, come hanno vissuto la questione? Come opportunità di lavoro, guadagno, benefici? Come un rischio di impoverimento e deturpazione del territorio? Ovviamente in entrambi i modi. Le amministrazioni rincorrono le royalties che le ditte promettono loro in base alla produzione effettiva o potenziale: i Comuni, spinti sull’orlo del collasso dall’assenza di trasferimenti statali sono disperatamente alla ricerca di denaro. Viene da pensare che questa situazione sia stata progettata ad arte da chi vuole speculare sulle risorse del territorio…

C’è chi invece ha osteggiato con coraggio questa operazione, che è soprattutto speculazione economica e nulla ha a che vedere con la valorizzazione del territorio: a fianco delle associazioni ambientaliste, da sempre attente alla tutela del territorio e della natura, vede la luce il comitato Mindino  Libero che con un’energia dirompente contribuisce a coinvolgere nuovi soggetti quali la sede del CAI locale, la TAM nazionale, il CAI nazionale e poi la Cipra (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi) che insieme esprimono il loro dissenso con forza e chiarezza. E ottengono il risultato da tempo auspicato.

Ma per chi crede in questi mega progetti non c’è da disperare: nella sola Val Tanaro è presente l’impianto di 5 torri di cui abbiamo detto in apertura, 5 torri sono state appena autorizzate nel comune di Priola (ditta Entec srl), altre 33 torri alte 80 metri sono in iter di valutazione sul colle San Bernardo (San Bernardo Wind Energy srl) e a Ormea (Monteleone srl), altri progetti per ulteriori 25 torri sono in arrivo… progetti che, se autorizzati così come proposti, stravolgeranno il paesaggio della valle, ma non solo. Non può essere diversamente, se consideriamo che per installare le 63 torri si muoveranno migliaia di tonnellate di terreno, si apriranno in mezzo a boschi e praterie chilometri di strade larghe 5 metri, si uccideranno centinaia di uccelli e chirotteri durante i trent’anni di vita degli impianti.

Ma, alla fine, con l’eolico industriale si avrà un beneficio in termini di energia pulita e lotta al riscaldamento globale? Pare di no, o almeno, non come sperato. Infatti le migliaia di torri eoliche ormai installate sul suolo italiano, non coprono più del 4% del fabbisogno nazionale… una cifra che viene annullata dal continuo aumento dei consumi. Per la sua natura intermittente, l’energia prodotta con il vento non può risolvere il problema energetico perché non è costante e necessita di essere affiancata ad altri tipi di impianti a fonti fossili o rinnovabili. Inoltre l’Italia non è una terra di venti ottimali e men che meno il Piemonte.

C’è poi da considerare il costo aggiuntivo degli incentivi che si riversa sulle bollette dei consumatori italiani, ed è calcolato intorno al 10% nei prossimi anni per tutte le fonti rinnovabili.

E proprio gli alti incentivi sono all’origine di questo assalto al territorio e dell’interesse delle mafie. Incentivi che il governo pare voler tagliare drasticamente, sfruttando l’onda del malcontento crescente delle popolazioni locali. Il dubbio forte è che si vogliano riversare ingenti risorse sul nucleare, cogliendo al volo l’apparente contraddizione di chi contesta le fonti rinnovabili. Che sarebbero anche sostenibili se solo non venissero progettate con il solo fine di speculare e considerassero il contesto territoriale nel suo complesso: naturale, sociale, economico, in un’ottica non di rapina ma di compatibilità con un futuro possibile.

Boves 11 marzo 2011

Luca Giraudo

Associazione Cuneobirding

QUESTO ARTICOLO E’ STATO PUBBLICATO SUL NUMERO numero 76 di ALPIDOC .

La festa al Mindino del 13 Febbraio 2011 è dedicata al rispetto della montagna, per un futuro sostenibile e condiviso delle Alpi Liguri e Marittime

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BOCCIATO L’EOLICO SUL MINDINO !!!

Questa è la nota ufficiale del Consiglio dei Ministri n.125 del 09/02/2011  :

http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=62213&pg=1%2C2385%2C4676%2C6746%2C8948%2C11133%2C13607%2C14537&pg_c=6

Nell’ambito del procedimentio di ponderazione e composizione degli interessi coinvolti dal progetto di realizzazione del parco eolico di Prato Rotondo, nei comuni di Garessio, Viola e Pamparato (in provincia di Cuneo) il Consiglio ha ritenuto di condividere la posizione contraria espressa in conferenza di servizi, dichiarando pertanto non realizzabile il progetto.

 

 

Questa è la nota ufficiale del Consiglio dei Ministri n.125 del
09/02/2011  :

http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=62213&pg=1%2C2385%2C4676%2C6746%2C8948%2C11133%2C13607%2C14537&pg_c=6

Nell’ambito del procedimentio di ponderazione e composizione degli
interessi coinvolti dal progetto di realizzazione del parco eolico di
Prato Rotondo, nei comuni di Garessio, Viola e Pamparato (in provincia
di Cuneo) il Consiglio ha ritenuto di condividere la posizione contraria
espressa in conferenza di servizi, dichiarando pertanto non realizzabile
il progetto.

Domenica 13 febbraio salita collettiva al Mindino ALPI LIGURI

Cari amici, conoscendo la passione comune che abbiamo per la montagna vogliamo raccontarvi del progetto di distruzione di un habitat importante come quello del Monte Mindino.

La ditta Garessio Viola Eolico srl di Milano propone un parco eolico industriale in un’area tutelata a livello regionale da ben tre vincoli idrogeologici, ambientali e paesaggistici. Proprio per l’ incompatibilità legislativa di questo progetto, bocciato per quattro volte dalla Sopraintendenza della Regione Piemonte, abbiamo creato a livello locale un comitato spontaneo dal nome “Mindino Libero” che ha lo scopo di opporsi alla costruzione di 12 pale eoliche alte 150 m in quote tra i 1500 ed i 1750 mt. slm., in una zona importante per la fauna, la flora e la biodivesità delle Alpi Liguri e e protetta da ben 3 piani di governo del territorio sia a livello regionale (PRT – Piano Territoriale Regionale,  PPR – Piano Paesaggistico Regionale) sia a livello provinciale  ( PTC – Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale)  .

MAPPA

clicca qui

Come arrivare:
Da Mondovì proseguire in direzione di Ceva fino a San Michele Mondovì, dove si seguono le indicazioni verso destra per Torre Mondovì e Pamparato.
Da pamparato si prosegue in direzione Valcasotto e Garessio fino a raggiungere Garessio 2000.
Da Ceva proseguire verso Garessio dove si svolta a destra in direzione Pamparato, salendo quindi fino a Garessio 2000.
Da Imperia salire a il Col di Nava e scendere a Garessio, dove si svolta a destra in direzione Pamparato, per risalire quindi fino a Garessio 2000.

 

La giornata a livello nazionale sarà dedicata alla difesa della dignità
delle donne, la nostra “piazza” sarà il Mindino.

Piano Territoriale di Coordinamento provinciale

LA RISPOSTA DEL COMITATO MINDINO LIBERO ALL’ARTICOLO APPARSO SU Provincia Granda DELL’Ing. Mulattieri, Sindaco di PAMPARATO .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quali ambientalisti? Noi siamo valligiani!

Il parco eolico industriale che dovrebbe sorgere sul monte Mindino è finalmente alla ribalta, dopo anni di silenzio (il progetto è stato proposto cinque anni fa, nel 2006).

Gli accorati appelli alla tutela della biodiversità da parte di associazioni ambientaliste sono noti ed incredibilmente sono stati sfruttati da chi, come il sindaco di Pamparato, è favorevole alla realizzazione del progetto tacciandoli come opinioni dei soliti estremisti, come scusa di poco conto in confronto al rischio di estinzione e “migrazione” degli abitanti dei territori montani. Questa strumentalizzazione non fa bene a nessuno, tanto meno a noi valligiani.


Il Comitato Mindino Libero è sorto a Garessio ed è costituito da gente che vive e lavora in questo territorio. Fanno parte del movimento giovani che credono che tutelare il patrimonio di questa montagna voglia dire permetterci di avere un futuro in una valle che può solo sperare in una ripresa economica legata al turismo, non di certo alla costruzione di un parco eolico con conseguente devastazione di un’importante meta, tra l’altro, per scialpinisti e ciaspolari. Ogni domenica un centinaio di persone scelgono di salire al Mindino perché dalla sua cima si può godere di uno splendido panorama. Queste persone prenderanno un caffè sul colle, qualcuno magari si fermerà per mangiare una pizza nei locali in fondovalle. Se si costruissero le dodici torri previste a progetto queste persone sceglierebbero sicuramente altre mete per le loro gite, con conseguente danno per tutta l’economia locale.

Queste sono le opportunità per un onesto lavoro in montagna, cosa apporterebbe invece a noi giovani questo parco eolico?
Non può essere considerato un’attrattiva turistica, l’interesse che desta rischia di essere effimero, basta fare un giro sotto le pale del Colle S.Bernardo: i parcheggi sono deserti ed il bar chiuso.

Il progetto inoltre difetta alla base di certezze. Non vi sono analisi sulla velocità del vento, i dati assunti in analisi precedenti confermano l’inadeguatezza del sito. Non vi sono le strade e le infrastrutture necessarie per portare pale alte come palazzi di cinquanta piani sui crinali del Mindino.
Non ci sembra questa un’opportunità virtuosa quanto più una ulteriore speculazione, una svendita dei nostri territori. Non sono le grandi opere faraoniche che permetteranno di partecipare allo sforzo mondiale per cambiare l’attuale politica energetica, ma i microinterventi e la riduzione degli sprechi.

Perché continuare a costruire capannoni, perdendo per sempre terre fertili ed abbruttendo i nostri paesi, se poi resteranno vuoti?

Perché costruire grandi parchi eolici industriali in siti non vantaggiosi anziché puntare sulla valorizzazione di questo territorio che vanta peculiarità ambientali uniche?

Il futuro delle nostre valli deve puntare sul loro valore ambientale, paesaggistico, faunistico, di biodiversità e di bellezze naturali, bisogna investire su progetti che aiutino noi giovani a vivere di montagna in montagna, collaborando nella realizzazione di percorsi fruibili sia in estate che in inverno che possano attirare i turisti locali, italiani e stranieri perché le nostre terre hanno un enorme potenziale attrattivo. Ma se non ci sono le infrastrutture necessarie, se non ci sono più gli alberghi, se si vogliono costruire autostrade, parchi eolici e capannoni che deturpano questo patrimonio, questo futuro non può esserci. Certo è una sfida che richiede impegno, saranno disposti i nostri amministratori a incontrare davvero i cittadini per un dibattito, un sereno confronto su queste scelte che ci coinvolgono tutti?

Il Comitato Mindino Libero non è un comitato di ambientalisti, ma un insieme di persone che amano il loro territorio e non vogliono che questo sia svenduto.

Domenica 13 febbraio l’appuntamento è alle 10,00 al colle di Casotto per salire insieme sul Mindino e far sapere a tutti il nostro no a questo progetto devastante. Sono invitati tutti gli amanti della montagna, sia quelli che in montagna ci vivono tutto l’anno, sia quelli che “dopo l’escursione se ne torneranno lesti tra le comodità tecnologiche della città” perché la natura non appartiene a nessuno, è di tutti.

Comitato Mindino Libero

Difendiamo il paradiso sul Mindino, diciamo no al parco eolico

Articolo apparso su TargatoCN :

http://www.targatocn.it/2011/01/31/leggi-notizia/argomenti/al-direttore/articolo/difendiamo-il-paradiso-sul-mindino-diciamo-no-al-parco-eolico.html

Il Bric Mindino è la prima montagna alpina di una certa rilevanza a partire da Savona (altezza 1879 metri) ed è meta di splendide escursioni estive, coperto di rododendri e specialmente invernali con le racchette da neve. D’inverno nelle giornate limpide il panorama è incredibile: tutto l’arco alpino dalle Alpi liguri a pochi km alle Dolomiti (in estrema lontananza), la pianura padana, le Langhe, l’appennino ligure, la riviera ligure con la città di Genova e una larghissima fetta del mar ligure con Corsica 5 terre e in estrema lontananza con i binocoli l’arcipelago toscano. Insomma è un vero paradiso.

Oggi una grave sciagura potrebbe abbattersi su questo meraviglioso luogo: l’affarismo e la voracità vorrebbero coprirlo con un orribile parco eolico di più di 10 pale alte più di 100 metri. Credo questo sia un oltraggio terribile alla bellezza della nostra Italia che dobbiamo preservare per i nostri figli. Credo sia importante lottare per sventare questo sciagurato progetto

Appello per l’eolico del Mindino al Consiglio dei Ministri

In caso di dissenso tra le amministrazioni dello Stato convocate in conferenza di servizi per dare il parere relativo all’autorizzazione ad una centrale eolica, è previsto dalla normativa che la decisione spetti al Consiglio dei Ministri. E’ quanto avvenuto per la centrale eolica del Mindino, in Provincia di Cuneo che si scontra con il no della sovrintendenza ai B.C., in quanto da realizzarsi in zona vincolata da 3 piani di governo del territorio sia a livello regionale (PRT – Piano Territoriale Regionale, PPR – Piano Paesaggistico Regionale) sia a livello provinciale ( PTC – Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) . La decisione è prevista per il 26 gennaio 2011.

Il Direttore della CIPRA (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi, ONG internazionale da più di mezzo secolo impegnata nella difesa dell’ambiente alpino), Francesco Pastorelli, ci invia le osservazioni contrarie alla centrale per motivi di tutela del paesaggio, dell’avifauna, di dissesto idrogeologico e altro, formulate dalla sua Associazione e da tutte le principali associazioni ambientaliste piemontesi.

Documenti allegati:

Osservazioni contro il progetto della Associazioni Regionali : WWF Piemonte e Valle D’Aosta; Legambiente Piemonte e Valle D’Aosta, Italia Nostra Piemonte e Valle D’Aosta, LIPU Torino, Mountain Wilderness Torino

Osservazioni contrarie al progetto del Club Alpino Italiano, Sez. di Garessio

Osservazioni contrarie al progetto della Commissione internazionale per la Protezione delle Alpi (CIPRA)

Osservazioni contrarie al progetto delle Associazioni locali: Pro Natura Cuneo, Legambiente Circolo di Cuneo, WWF Piemonte e Valle d’Aosta, LIPU Sezione di Cuneo, Associazione Cuneobirding, Comitato Mindino Libero

Osservazioni contrarie al progetto del Club Alpino Italiano Piemonte

INVITO SUL MINDINO

 

LEGGI QUI TUTTE LE OSSERVAZIONI INVIATE ALLA SOPRINTENDENZA E ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI  MINISTRI :

http://www.wwf.it/client/news_regionali.aspx?root=26901&parent=1111&content=1

Qui le osservazioni:

mindino libero

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CLICCA SULL’IMMAGINE QUI SOTTO PER VEDERE COME DIVENTEREBBE IL MINDINO SE IL PROGETTO VENISSE APPROVATO. Da notare la strada di accesso dal Colle di Casotto a Pratorotondo. Occorre considerare che le 12 torri sono poste ad un’altitudine compresa fra 1570 e 1750 m s.l.m. e quindi nella maggior parte in zona soggetta a vincolo paesaggistico, come dettato dal Dlgs n. 42 del 2004.  :

 

 

Il Comitato spontaneo “Mindino libero” è sorto recentemente tra cittadini della zona con l’obiettivo di contrastare l’iniziativa di costruzione del parco eolico del M. Mindino (N° 12 aerogeneratori, altezza massima 157 m ciascuno), presentata dalla Ditta GVE SRL di Milano, non sulla base di posizioni preconcette o di specifici orientamenti politici, ma in seguito ad una serie di forti motivazioni.

Tale Comitato sta attualmente raccogliendo firme di adesione all’iniziativa e sta valutando ulteriori iniziative (allargamento dell’opera di sensibilizzazione della popolazione al vicino
Monregalese, vigilanza sull’iter autorizzativo, controllo del territorio, coinvolgimento degli strumenti di informazione, contatto con enti ed associazioni pubbliche per la tutela del territorio, ecc.), utili ad impedire la costruzione del prospettato parco eolico.

Si ritiene che gli aspetti ostativi di seguito elencati siano di tipo assoluto, che non consentano cioè la realizzazione del parco eolico del M. Mindino a causa della sua incompatibilità con lo stato e le caratteristiche dei luoghi.

Questi aspetti sono:

1 )  tutto il versante sinistro della Valle Tanaro, dall’abitato di Garessio in direzione dell’allineamento Bric Mindino – Monte Antoroto ed oltre, verso il Rio Valcalda e l’Alpe di Perabruna (area di insediamento di specie floreali e botaniche endemiche, di eccezionale ed unica importanza), è classificato dal vigente PTR (Piano Territoriale Regionale), come “area ad elevata qualità paesistico ambientale”, soggetto, in conformità con la L. 431/85 e s.m.i. e L.R. 20/89, a “specifica normativa d’uso e di valorizzazione ambientale”

2)  il vigente Piano Paesaggistico della Regione Piemonte sottopone alcune porzioni di territorio (Strada Provinciale N° 178 da Garessio verso Valcasotto e versanti tra Garessio e Priola ) alle direttive degli Artt. 30 e 32 delle Norme di Attuazione, che salvaguardano gli aspetti di panoramicità, valorizzazione degli aspetti scenici, tutela delle relazioni visuali, riduzione delle pressioni di ogni tipo e conservazione attiva/mantenimento della connettività ecosistemica

3 )  a poche centinaia di metri dalla zona del parco eolico proposto è presente il complesso architettonico della Certosa di Val Casotto, che il citato PTR individua come “edificio e complesso architettonico di particolare valore storico ed ambientale”, facente parte del circuito regionale della “corona delle delizie” (residenze sabaude), oggetto di recente restauro e valorizzazione da parte della Regione Piemonte ed al centro di un più vasto progetto di tutela e riqualificazione ambientale-territoriale della zona

4 )  l’area del M. Mindino – Prato Rotondo ha un notevole valore religioso e simbolico, testimoniato dalla presenza della Croce posta sulla sommità del citato monte (dalla cui vetta si può ammirare un panorama mozzafiato a 360° ), meta di pellegrinaggio e di culto, oltre che un forte significato legato alla cultura e storia popolare, derivante dallo svolgimento, ancora oggi, della tradizionale, sentita ed ultracentenaria Festa estiva di Prato Rotondo (in origine luogo di ritrovo per gli scambi commerciali degli antichi pastori di tutto il monregalese)

5 )  tutta la zona del M. Mindino riveste una notevole importanza archeologica (periodo preistorico), come si può evincere dalle scoperte di incisioni rupestri antropomorfe, incisioni
rupestri e coppelle (zona Deversi), menhir e campo celtico (Monte Savin – Val Casotto) e come confermato dall’attività dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri e dai numerosi siti internet sul tema, tra i quali www.ars2000.it/archeol1.htm

6 )  il versante sinistro della Valle Tanaro presenta i segni di interventi antropici che hanno già in parte profondamente modificato i connotati ambientali (numerose cave di massi da scogliera, l’insediamento delle piste da sci di Garessio 2000 ed i relativi complessi edilizi, in molti casi in stato di fatiscenza e di abbandono), motivo per il quale occorrerebbe individuare interventi di riqualificazione e di riassetto del territorio, anziché prevedere di agire pesantemente sullo stesso
con la nuova iniziativa del parco eolico

7 ) l’insediamento del parco eolico a progetto modificherebbe in modo irreversibile e consistente, per diversi decenni, lo skyline percepibile dall’intero nucleo urbano di Garessio e
degli immediati dintorni vallivi, che, ad oggi, mostra caratteri di particolare e peculiare bellezza (allineamento Monte Antoroto, Colle di Casotto, Croce del Monte Mindino)

8 ) l’iniziativa progettuale non risponde ai requisiti definiti dal documento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali “Linee guida per l’inserimento paesaggistico degli interventi di
trasformazione territoriale – Gli impianti eolici: suggerimenti per la progettazione e la valutazione paesaggistica”, con particolare riferimento ad ubicazione e disposizione delle macchine, quantità di macchine installate, mitigazione degli impatti prodotti

9 )  il Piano territoriale della Provincia di Cuneo stabilisce (Art. 2.5.) che per le aree sommitali e di crinale (come quelle di specie) siano evitati sbancamenti di terreno, edificazioni di nuove infrastrutture stradali o di reti tecnologiche e siano individuate, viceversa, misure di mitigazione dell’impatto visivo di eventuali strutture esistenti

10 ) la eventuale realizzazione del parco eolico del M. Mindino costituirebbe un danno irreparabile per un territorio con caratteristiche ambientali uniche nel suo genere, anche in
considerazione del fatto che nel Comune di Garessio sono già stati insediati aerogeneratori in altre aree, facilmente ampliabili ed idonee ad ospitare altri parchi eolici.

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